Pacot Video e Foto di Cicconi Vincenzo (Teramo) è uno studio  di post produzione video e servizi fotografici specializzato in servizi matrimoniali e riprese video in generale.
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Produzione Video
LE VIE ARTISTICHE DELLA RESISTENZA TERAMANA.

Attraverso i monumenti
più rappresentativi
il racconto degli episodi e dei personaggi della Resistenza Teramana
e di Bosco Martese

E' possibile prendere visione del video presso la mediateca della Biblioteca Comunale di Teramo.
Per richiedere il video (15 euro) contattare la redazione di Abruzzointv

Realizzato dalla Pacot Video in collaborazione con
Sergio Scacchia e
Lucio De Marcellis.


Il DVD del documentario è stato inviato alla cortese visione del Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi insieme alla documentazione per la richiesta del conferimento della Medaglia d'oro alla città di Teramo per meriti acquisiti durante la Resistenza.





Bosco Martese ... l'inizio della lotta partigiana teramana e italiana

Il ceppoLa località di Bosco Martese è posta a 1134 metri sul livello del mare e si trova in località Ceppo di Santa Maria, nel punto terminale della strada che unisce Teramo alla Valle Castellana.

Bosco Martese è sicuramente il simbolo della Resistenza Teramana ma anche e soprattutto la prima tappa gloriosa della Resistenza Italiana.
Dopo l'episodio di Porta San Paolo, che fu resistenza soltanto dell'esercito e che non fu vittoriosa, il 25 settembre del 1943 ad Ara Martese, successivamente denominato Bosco Martese, fu vinta la prima battaglia campale della Resistenza Italiana nei confronti di una colonna motocorazzata dell'esercito tedesco che da Foggia cominciava a risalire il territorio per occuparlo.

A Bosco Martese ci fu una grande unità d'intenti tra persone di fede politica diversa: comunisti, socialisti, azionisti, monarchici e apolidi.
Esso ebbe un carattere internazionale in quanto si unirono uomini di varie nazionalità il cui unico intento era quello di combattere gli occupanti nazisti.
C'erano persone di ceto sociale diverso: studenti e anziani, intellettuali e contadini, operai e soldati, tutti decisi a combattere per un unico ideale: la libertà.
Una città intera, Teramo, che decide di passare alla lotta contro i tedeschi e i fascisti diventando un laboratorio che contiene in embrione quelle caratteristiche che faranno forte e matura la resistenza dell'Italia del nord.

Nei giorni antecedenti il 25 settembre 1943 il Comitato Insurrezionale decise l'arroccamento di tutte le forze antifasciste a Bosco Martese.
In seguito a quella decisione ci fu un continuo pellegrinaggio di persone che salivano al "bosco".
Da Teramo si concentrano, dopo lo scompaginamento dell’esercito, soldati sbandati, ex prigionieri fuggiti dai campi di concentramento di Teramo, ex prigionieri fuggiti dai campi di concentramento di Teramo, Corropoli, Tossicia, Civitella, Isola del Gran Sasso e tra questi Neozelandesi, Inglesi, Americani, Slavi, Montenegrini e detenuti politici.

Mario CapuaniMa soprattutto furono tanti gli antifascisti teramani di tutte le condizioni sociali e di tutte le età, con in testa l’azionista medico Mario Capuani e il comunista Ercole Vincenzo Orsini che presero l'iniziativa di recarsi sui Monti della Laga.
Il comando del concentramento partigiano di massa (primo della resistenza italiana) venne affidato ad uno stato maggiore composto dal capitano Lorenzini, dal tenente Gelasio Adamoli, dal tenente colonnello Guido Taraschi, dal tenente Arnaldo Di Antonio, dal tenente di vascello Ciro Romualdi, dal tenente Francesco Di Marco.

Il responsabile diviene Ettore Bianco, capitano dei carabinieri regi della stazione di Teramo.
Tra il 9 e il 14 settembre 1943 furono disposte le tende dell’accampamento, vennero inquadrate le formazioni, si installarono le mitraglie Saint Etienne, i pezzi di artiglieria pesante.

Mulino De JacobisNella mattinata del 25 settembre una colonna motocorazzata tedesca che transitava per Teramo, su informazione dei fascisti si reca verso il bosco.
Durante il tragitto verso il Ceppo, a Torricella Sicura presso il mulino De Jacobis catturano 7 partigiani.
Sopraggiunta nei pressi del Bosco Martese la colonna tedesca viene investita dal cannoneggiamento e dalle mitragliatici dei partigiani.

Trenta camion furono bloccati e il comandante della colonna, il maggiore austriaco Hartmann, viene catturato.
Il resto della colonna indietreggia e ripiega su Teramo.
A 6 chilometri fucilano i partigiani catturati.
Il comando partigiano teramano decide di giustiziare l’Hartmann.

Pascellata di Valle CastellanaIl giorno dopo, 26 settembre, i tedeschi tornarono in forza cannoneggiando il bosco ormai sgombro di partigiani.
Per rappresaglia i tedeschi operarono un rastrellamento e fucilarono nella loro caserma di Pascellata di Valle Castellana il brigadiere Leonida Barducci, i carabinieri Settimio Annechini e Angelo Cianciosi e il sergente maggiore degli alpini Donato Renzi.

Il 27 settembre nello stesso punto in cui era stato fucilato il maggiore Hartmann fu ucciso con un colpo alla nuca il medico pediatra Mario Capuani che, duranta la fuga dal bosco era stato sorpreso nella sua abitazione a Torricella Sicura.
La loro colpa fu quella di aver dato aiuto ai partigiani teramani.
Si decide di dividere la formazione partigiana che proseguirà la lotta nei 9 mesi di guerriglia fino al 14 giugno, in bande diverse.

Felice Rodomonti Tra queste la banda comunista comandata da Felice Rodomonti, l’indipendente comandata da Armando Ammazzalorso, l’azionista comandata da Adelchi Fioredonati e le bande slave comandate da Mirko Jovanovic e Riko Neradovic.

In città si organizza il G.A.P. comandato da Vincenzo Massignani che diffonderà due giornali clandestini locali: “Idea Proletaria” ciclostilato e “La Rinascita” stampato.

Ferruccio Parri definirà l’episodio di Bosco Martese “Prima battaglia campale in campo aperto della resistenza italiana…”; una ricca storiografia su quel moto ne descrive la portata storica.
Gli storici che hanno studiato e pubblicato su Bosco Martese e i successivi 9 mesi sono: Riccardo Cerulli, Roberto Battaglia e Gerratiano, Paolo Spriano, Giorgio Bocca, Luigi Ponziani, Constantino Felice, Libero Pierantozzi, Felice Franchi, Umberto Adamoli.

Tra i tanti decorati, furono conferite alla memoria tre medaglie d’oro per meriti partigiani a: Mario Capuani, Elio De Cupiis, Ercole Vincenzo Orsini.

I Teramani distintisi per il loro eroismo al di fuori del proprio territorio furono i partigiani Renato Molinari fucilato a Rivoli, Franco Speca fucilato a Savona, e Alberto Pepe prigioniero in Germania.

Di Renato Molinari furono pubblicate le lettere nel libro di Giovanni Pirelli “Lettere dei condannati a morte della resistenza europea”.
Di Alberto Pepe è stato pubblicato il diario di prigionia “Cara Rosina”.
A questi ultimi protagonisti della storia del patriottismo italiano si sono interessati anche Arnaldo Giunco e Luigi Braccili con pubblicazioni.


La redazione di www.ResistenzaTeramana.it ringrazia il professore Sandro Melarangelo per aver accettato la richiesta di realizzare il testo pubblicato in questa pagina ed estrapolato dal video "Le Vie Artistiche della Resistenza Teramana"..




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