Pacot Video e Foto di Cicconi Vincenzo (Teramo) è uno studio  di post produzione video e servizi fotografici specializzato in servizi matrimoniali e riprese video in generale.
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Produzione videocassette con sistema anti duplicazione I paesi della Provincia di Teramo, Teramo, Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Ancarano, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Nereto, Torano Nuovo, SantEgidio Alla Vibrata, COMUNITA MONTANA DELLA LAGA, Campli, Civitella del Tronto, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Valle Castellana, COMUNITA MONTANA DEL VOMANO FINO E PIOMBA, Arsita, Atri, Basciano, Abruzzo in TV è un progetto, una idea della Pacot Video e di Sergio Scacchia, portato avanti con la collaborazione di Lucio e Sandro De Marcellis e di Francesca Calisti Canzano Il sindaco di Canzano consegna a Sergio la chiave della città I componenti della quadriglia PacotVideo in azione Francesca Calisti, tra coloro che hanno realizzato il documentario di Canzano
   
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Libro su Canzano
Quando l'arte del ricamo diventa cultura.

Il bellissimo libro dedicato dal professore Enrico Gabriele Piersanti a Canzano e all'arte del ricamo, tipica espressione della cultura della cittadina in provincia di Teramo

A cura di
Enrico Gabriele Piersanti.
I ricami sono dell'Associazione Culturale "Ars et Labor"


Chiunque desideri ricevere il libro può scrivere direttamente all'autore. (egpiersanti@virgilio.it)


Video su Canzano
La Pacot Video ha realizzato un video di 39 minuti interamente dedicato a Canzano, alla sua storia e alle sue tradizioni.


Chiunque lo desideri può richiedere il documentario su Canzano direttamente alla Pacot Video


Debutto in TV
 
Locandina relativa alla puntata su Canzano


Pacot Video in azione
Gli amici Sandro e Lucio De Marcellis , durante il loro servizio fotografico a Canzano, hanno voluto immortalare i miei "movimenti".
Li ringrazio per il favoloso "dietro le quinte".

Clicca sulla foto per visualizzare i movimenti della Pacot Video durante le riprese a Canzano

Clicca sull'immagine per visualizzare i 18 scatti fotografici.


Alla scoperta di Canzano



Sigla di Vai a quel paese dedicato a CanzanoSulla cima di un colle, a 448 metri di altezza sul livello del mare, a soli 16 Km. da Teramo, svetta il paese di Canzano, vivace centro agricolo del sub appennino abruzzese raccolto su di un rilievo del versante sinistro della media valle del fiume Vomano.

Il paese merita una visita per tanti motivi, uno dei quali la suggestiva veduta panoramica.
A sentinella delle vallate del Tordino e del Vomano dal suo belvedere è possibile scorgere l'intera provincia.
Oltre alle vette del Gran Sasso i monti della Laga e la Maiella, il mare di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi.
La strada principale inizia dalla porta che oggi si dice "Nuova", percorre Via Roma e in piazza si dirama tra vie strette e vicoletti, tipiche viuzze dei castelli medioevali come la Strada Piazzetta larga solo 65 centimetri.
Il borgo contiene una antica cinta muraria con un torrione merlato medioevale del secolo XI°.
Le tre alture di Canzano, riportate anche nel suo stemma, sono Colle Civetta, Colle Castellano con la famosa Chiesa della Madonna Dell'Alno e Colle San Salvatore, con la famosa chiesa omonima.
Oltre alla ricchezza storico archeologica, alla bellezza del paesaggio e al fascino degli antichi borghi è necessario ricordare la spontaneità della gente e le ricche tradizioni folkloristiche.
Tra le frazioni più interessanti ricordiamo Valle Canzano che si allunga sul crinale tra i due alti rami del fosso Santo Stefano.

Intervista ad Enrico Gabriele Piersanti - Presidente Consiglio Provinciale di Teramo
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Teramo intervistato da Sergio Scacchia Le peculiarità di Canzano?
Il teramano è ricco di cultura, è ricco di turismo, è ricco di industrie, pieno di caratteristiche culinarie di estrema importanza.
E Canzano è proprio tutto questo.
Un paese che vive di cultura, una cultura legata ai monumenti storici che caratterizzano la cittadina, questi monumenti che troviamo in campagna come arte povera ma di estremo significato.
Soprattutto i fontanili del paese, le grotte che erano un pò i frigoriferi dei tempi andati.
Un'immagine di vita racchiusa in un paese bellissimo dove si mangia veramente bene, dove troviamo uno dei piatti più importanti, più buoni del teramano, dell'Abruzzo, dell'Italia intera: il tacchino alla canzanese.
A cui si aggiunge uno spettacolo di gusto legato all'assaggio dello storione.
Cosa manca a Canzano per un ulteriore salto di qualità?
A Canzano manca ancora di una rete di organizzazione sulla conoscenza della realtà del paese, delle bellezze del paese, delle sue potenzialità.
Un sistema informativo esteso a livello nazionale e internazionale perchè molti possano venire ad apprezzare pienamente le grandi bontà che ha questo paese.
Canzano può veramente essere protagonista nel mondo facendo conoscere le grandi bellezze che racchiude.

Chiesa di San Salvatore
Interni della chiesa chiusa dal 1997E' il monumento del quale va fiero il paese di Canzano.
Si trova collocata al di fuori del centro abitato.
Le origini della chiesa sono incerte in quanto non esistono fonti documentali dalle quali risulta l'esatta costruzione, l'esatto assetto architettonico iniziale.
Anche successivamente i vari restauri che si sono susseguiti non sono stati illustrati e quindi ha reso molto arduo agli storici anche risalire alla esatta struttura originaria della chiesa
I primi documenti che parlano della Chiesa di San Salvatore sono del 1221.
La chiesa è romanica, il portale è in marmo dove nei capitelli sono raffigurati i simboli dei quattri evangelisti.
L'interno è costituito da un invaso a tre navate dove non vi è il transetto e si conclude in un grande abside.
La chiesa è ricca di affreschi del '300 del maestro di Offida, collocati nelle sottoarcate dove ci sono altri affreschi del XVI° e XVII° secolo.
Affreschi frammentari lungo la navate sopra gli archi che raffigurano la Presentazione al Tempio, l'Ultima Cena, l'Annunciazione, la Crocifissione.
Francesca intervista il sindaco di Canzano
Peccato che da anni la chiesa non sia più frequentabile.
I tempi sono maturi per la riapertura d questo Santuario

Purtroppo non riesco a dare tempi certi.
La vicenda di questa chiesa risale al 1997 con una prima ordinanza che a seguito di una nevicata furono evidenziate alcune lesione alle travi portanti del tetto.
A seguito di questo si sono succeduti tutta una serie di richieste ai vari enti preposti, alla Sovrintendenza alle Belle Arti e alla Sovrintendenza alla Regione Abruzzo.
Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.
Solo dopo una lettera minatoria fatta prima di Natale 2003 la Sovrintendenza alle Belle Arti dell'Aquila ha puntellato tutta la struttura interna per impedire al tetto di cedere.
Purtroppo le infiltrazioni d'acqua stanno producendo ulteriori danni alle pitture.
Mi appello alla Regione Abruzzo per dare il giusto decoro alla Chiesa di San Salvatore.
(Intervista a Italo Michini, sindaco di Canzano)

Madonna dell'Alno
Il 18, 19, 20 maggio 1480, sopra un pioppo bianco detto Alno apparve la figura della Madonna che espresse ad un contadino di nome Floro, il desiderio che in suo onore venisse eretta una chiesa.
L'apparizione di Maria Santissima dell'Alno avvenne in un anno di tante calamità e di tante fosche previsioni per il paese di Canzano.
Gli abitanti della zona, inizialmente increduli, dopo aver assistito al miracolo di un cavallo che indicava il luogo dove la chiesa doveva erigersi, si misero all'opera e costruirono la chiesa che la Madonna aveva richiesto.
Interno della Chiesa dell'Alno La primitiva chiesa in stile gotico negli anni seguenti fu ampliata più volte fino ad assumere la forma attuale in stile barocco.
Decorazioni, stucchi, affreschi e quadri si riferiscono ai fatti relativi alle tre apparizioni della Madonna.
La torra campanaria è del 1800.
Nel sito della prima apparizione fu eretta una piccola chiesa detta "del Perdono".
Altri due piccoli oratori si eressero sui i luoghi delle apparizioni.
Ogni anno in maggio si offre una Novena alla Madonna che parte in processione dal Pedono".FEsta che esprime tutto il grande culto mariano di Canzano

Tacchino alla Canzanese
Il tacchino alla canzanese è il fiore all'occhiello della gastronomia, non solo di Canzano ma di tutto l'Abruzzo.
Alzi la mano chi non l'ha mai provato. Una vera bontà.
Un delizioso tacchino in gelatina che viene servito freddo e che rappresenta la cucina teramana nel mondo.
La canzanese è passata alla storia per essere sbarcata anche sulla luna perchè Neal Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite, lo individuò come cibo ideale in quanto nutritivo, saporito e a lunga conservazione.
A Montreal e a Toronto non c'è locale italiano che non esponga in menù un pezzetto di Canzano.
In realtà gli ingredienti sono essenziali; oltre al tacchino rosmarino, aglio, alloro, sale e pepe.
La preparazione è invece molto elaborata.
Attenzione: si dice che il tacchino dovrebbe essere una tacchina perchè è vero quello che è certissimo della specie umana: la femmina è migliore del maschio

Storione
I piatti tipici di Canzano hanno sempre la caratteristica di semplicità.
La gente è orgogliosa dei suoi piatti, ne difende la qualità, il gusto.
E' una passione che si manifesta nelle cose tanto belle e buone quanto però difficili da farsi.
Lo Storione, qualcuno potrebbe pensarlo come un grosso pesce dei Mari del Nord invece a Canzano è un dolce di mandorla e cioccolata.
Pochi conoscono la ricetta, quelli che sanno qualcosa gelosamente la custodiscono .
Sappiamo che è fatta con mandorle di zona assolata, zucchero, acqua, buccia di limone grattuggiata, crema gialla, uova, farina e cannella
Tutto molto semplice ma cucinarlo, vi assicuriamo, è difficilissimo

Merletti e Ricami
Incrociare due fili per farne una crocetta; accostare una crocetta all'altra per formare un disegno; accostare un disegno, in'immagine all'altra per fare un decoro.
Ecco l'idea semplice, alla portata di tutti, per impreziosire gli ornamenti più importanti, gli abiti della festa e quelli di ogni giorno.

Il ricamo: lavoro eseguito con ago e filo su un tessuto con tecniche diverse dette punti.
Il gallone: fregio ricamato con fili preziosi su maniche, cappelli attestante il grado secondo modalità ancora oggi in uso.
Il passamano: nastro o cordoncino usato per ornare la biancheria o rafforzare i bordi.
Il merletto: motivi traforati che si ripetono più volte, in forma diversa, realizzati su un tessuto di diversa tipologia e trasparenza, da apporre quali ornamenti a vestiti e biancheria per renderla più preziosa e gradevole.

                                        Tratto dal libro "Canzano, quando l'arte del ricamo diventa cultura"
Le grotte
Franco, titolare del ristorante La Tacchinella, spiega a Sergio le caratteristiche della bellissima grotta situata sotto il ristorante principale di CanzanoNel centro storico di Canzano, sotto il piano stradale è interessante visitare il reticolo delle grotte destinate alla raccolta dell'acqua piovana, alla conservazione delle derrate alimentari: quasi frigoriferi dei tempi andati.
Sotto ogni caseggiato si trova la propria grotta, dalle originali forme architettoniche, diverse ma con immutata funzionalità.
Siamo sotto ai locali del ristorante la Tacchinella, dove, a detti di molti, si trovava la stalla della famiglia Falamesca De Montibus con il famoso cavallo furioso, che avrebbe disegnato la chiesa della Madonna dell'Alno.
Scendendo la ripida scala, si raggiunge un locale spazioso posto vari metri sotto il livello stradale.
Interessante il sistema di refrigerazione basato sulla neve invernale, il sitema di isolamento termico ottenuto con strati di paglia e la raccolta delle acque nell'apposita cisterna.
Forme e funzioni di una Canzano che mostrava l'ingegno in tutte le manifestazioni della vita.

                                        Tratto dal libro "Canzano, quando l'arte del ricamo diventa cultura"
La Ruzzola
La leggenda racconta che l'uomo, dopo aver inventato la ruota, decise di festeggiare .... inventando un nuovo gioco: la ruzzola.
Ai piedi dell'Olimpo il gioco della ruzzola fu modificato dagli eroici ateniesi e divenne tanto famoso che lo stesso Omero ed altri poeti greci ci tramandarono "il lancio del disco"
Nell'antica Roma il gioco della ruzzola era denominato "tubo o tronchus" ed indicava un oggetto che si muove velocemente girando su se stesso ed era praticato soprattutto dai ragazzi

Nell'Italia del ventunesimo secolo il gioco della ruzzola è praticato in tutto il territorio nazionale.
L'Abruzzo, insieme alle Marche, Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, è la regione dove il gioco della ruzzola è più diffuso.
Quello della ruzzola è stato da sempre uno “sport dei poveri”, praticato cioè in prevalenza da gente di campagna, ed originariamente veniva utilizzata la "pizza di cacio", il formaggio pecorino.
Di norma si fronteggiano due squadre composte da quattro giocatori.
La "ciambella di legno", avvolta da uno spago, si fa rotolare lungo una strada poco trafficata e, possibilmente, di campagna.
Il lancio della ruzzola si effettua inserendo il dito indice in un cappio fatto all'estremità di una cordicella.
Poche sono le regole di gioco; la più importante prevede il divieto, per il "ruzzolaro", di far uscire la ruzzola fuori dalla strada.
Vince la squadra che fa "ruzzolare" la ruzzola il più lontano.

L'Associazione Gioco Ruzzola "Lu Ciapè", sorta nel 1995 a Valle Canzano, conta una quarantina di iscritti, compresi tra i comuni di Canzano, Castellalto e Montorio al Vomano ed organizza gare nazionali.
L'attuale presidente è Bernando Piersanti.




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