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«Un incontro tra storia
ed arte» è il titolo
del lavoro di ricerca storica svolto
dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo
sull’intero territorio comunale
di Castellalto
(Teramo) illustrata da suggestivi
disegni dal vero prodotti dagli allievi
del Liceo
Artistico di Teramo.
La scelta dell’Amministrazione
Comunale di pubblicare il prodotto
in un Calendario 2004 deriva dalla
volontà di presentare e divulgare
il lavoro in maniera idonea ed efficace
a tutta la popolazione (i 7000 abitanti
del Comune riuniti in 2500 famiglie).
Chiamare questa pubblicazione semplicemente
“calendario” appare riduttivo.
Il progetto ha in sé numerosi
elementi di originalità per
l’innovativo coinvolgimento
di numerose realtà presenti
sul territorio.
Sono state infatti riunite verticalmente,
e in rete tra loro, le scuole elementari,
le scuole medie e la scuola superiore
(il Liceo
Artistico), in un progetto che
ha visto protagonisti il territorio
con i suoi monumenti, i cittadini,
l’Amministrazione Comunale di
Castellalto,
l’Associazione Pro-Loco di Castellalto
e le realtà produttive locali
(gli sponsor) che hanno finanziato
l’iniziativa.
Una parziale anteprima di questa produzione
storico-artistica è stata esposta
in precedenza, a fine luglio 2003,
nei locali dell’antico edificio
municipale di Castellalto,
nel corso della manifestazione intitolata
«Giorni d'Arte» della
durata di una settimana, organizzata
dalla locale Pro-Loco.
Il grande successo popolare ottenuto
dai lavori prodotti nell’a.s.
2002/2003 focalizzati sul solo capoluogo
di Castellalto
presentati a «Giorni d’Arte»,
ha indotto il Sindaco, la Pro-Loco,
la Dirigenza dell’Istituto Comprensivo
e del Liceo
Artistico di Teramo insieme allo
staff di docenti che aveva seguito
l’iniziativa a pubblicare un
calendario, nel corso dell’anno
scolastico 2003/2004, allargando lo
studio storico e la creazione dei
disegni anche ai paesi di Castelbasso,
Castelnuovo e alle altre frazioni
ricadenti nel Comune.
La presentazione multimediale del
calendario è pubblicata nel
seguente indirizzo internet: www.liceoartisticoteramo.it/calendario_presentazione.htm
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 Castelnuovo
Vomano è un paese molto giovane,
infatti, è nato il 30 giugno
1951.
Questo paese fino al 29 giugno si
chiamava “Villa Gobbi”
o semplicemente “Li Piane”,
dopo, unendosi a Villa S. Cipriano
e a Villa Parente è diventato
il paese che è ora.
Ma Villa Gobbi non è altro
che l’ultima denominazione di
un territorio detto “Castelvecchio”.
Era il 1046: Adelberto, figlio di
Grimaldo, con un atto di concessione
donò la sua metà di
Castelvecchio, l’altra metà
sarebbe stata donata dal fratello
Raimondo nel 1047 al Monastero di
S. Clemente a Casauria.

Castelvecchio comprendeva Capo D’Acqui,
Melano (il Mulano di oggi), Egiano,
Colle Varrocconi e Colle Merlo.
Nel Medio Evo Adelberto donò
ai monaci i mulini con i luoghi per
macinare, cioè concesse loro
i diritti di proprietà fondiaria.
I mulini e l’uso delle acque
sono il primo indizio di una realtà
agricola, dove oggi sorge Castelnuovo;
tale rimase fino a quando Filippo
IV diede l’assenso ad Andrea
Valigiani di vendere Castello Vecchio
di Basso a Don Amico Ricci che in
seguito sarebbe diventato Marchese.
La prima pietra moderna della Parrocchia
di Castelnuovo Vomano venne messa
nel 1952, mentre l’inaugurazione
si tenne il pomeriggio del 16 maggio
del 1966, quando era Sindaco Nicola
Rastelli.
Dopo la costruzione della Chiesa venne
l’idea di arricchirla di un
campanile che ha proiettato Castelnuovo
Vomano nell’era del 2000 con
i suoi 48,95 m di altezza e i 18 m
interrati.
a.s. 2003/2004 - Classe 1°
E - Scuola Media Castelnuovo Vomano
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 In
periferia di Villa Torre si incontra
il piccolo borgo denominato Case Gianforti
composto da alcune case ed una chiesetta
che si affacciano intorno ad una piccola
piazza.
La denominazione Case Gianforti deriva
probabilmente dal nome degli antichi
proprietari, appartenenti alla famiglia
Forti, che abitarono la frazione già
dal 1680 circa e che tuttora, anche
se solo in numero di tre, continuano
a risiedervi.
Gli antichi proprietari erano benestanti
e possedevano i terreni della zona
 circostante;
ai contadini che lavoravano per loro
venivano riservate attenzioni particolari
come il poter usufruire di una casa
e di una piccola scuola per i loro
figli.
A testimonianza dell’esistenza
della scuola sono stati ritrovati,
nella casa rosa, dei registri e alcuni
libricini con antiche annotazioni
della maestra.
Si racconta che il parroco della chiesetta
fosse anche lui un componente della
facoltosa famiglia Forti e che il
suo corpo giaccia ora sotto l’antico
pavimento della chiesa.
Della chiesa sono stati ritrovati
alcuni libri scritti in latino, gli
abiti del parroco, statue, quadri
e libri di battesimo; purtroppo attualmente
la chiesa è pericolante ed
è in attesa di restauro.
Gli allievi Luigi Di Giulio
e Valentina Fidanza della Scuola Media
di Castellalto
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 Il
portale della chiesa risale al 1338
e presenta sculture raffiguranti figure
e decorazioni stilizzate e di gusto
semplice; di particolare rilievo sono
le massime religiose e laiche, alcune
ancora non decifrate, scolpite in
volgare abruzzese che servivano come
mezzo di trasmissione di certe verità,
di norme e comportamenti morali.
Infatti lungo l’archivolto sono
incisi cinque:
KISU / MILIA / SISEB / SALTA
(chi si umilia si esalta)
COAESA / TOELUSE / CUTUPESA / LOPALUS
/ ECUTUDE / DESPENSA
LA VETATE / SECALCEIA / Q. INSESPEC
/ HIATA DUPECCA
(la verità..., che si specchia
in sé allora pecca)
CONOS / CITE (conoscete)
COTE / XIAD / EVOC / CAMULI / TUVALE
/ POCU / CUSTA
(cortesia di bocca molto vale, poco
costa)
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 Ricostruendo
la storia della nascita di Castelnuovo
Vomano appare evidente l’importanza
del mulino che testimonia l’origine
agricola del sito dove oggi sorge
questa cittadina.
Era il Medioevo e Adalberto, figlio
del fu Grimaldo, donò ai monaci
anche i “Mulini con i loro siti
e i luoghi per macinare, con le acque
e l’uso delle acque”.
Il canale artificiale che alimentava
il mulino nasceva nei pressi di Forcella
e verso la fine dell’800 fu
rimesso in funzione dal Senatore De
Vincenzi per dare forza motrice a
cinque altri mulini presenti nella
vallata del Vomano.
All’interno dell’edificio
sono conservate le macine in pietra
originaria, la tramoggia, l’albero
e le pale a cucchiaio in legno di
quercia.
Secondo le testimonianze, raccolte
tra le persone anziane del paese,
le due macine venivano utilizzate
per macinare sia il grano, l’orzo
e il granoturco per alimentare l’intera
zona, ma anche per il bestiame.
Tra i mugnai più famosi si
ricorda Oreste Candelori.
Il mulino ha una forma rettangolare
con una scala esterna ed era stato
ricavato in uno degli ambienti del
piano terra mentre l’abitazione
era al primo piano.
I due tipi di solai hanno le volte
a mattoni e i pavimenti sono in cotto.
Nella parte posteriore sono visibili
due bocche di uscita dell’acqua
coperte con delle volte a botte.
a.s. 2003/2004 - classi 4°
B e 4° C Scuola Elementare T.
M. Castelnuovo Vomano
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 Castelbasso,
frazione di Castellalto,
si trova fra Roseto degli Abruzzi
e Montorio al Vomano, su un rilievo
collinare.
Il paese vanta un passato medioevale
ricco d’interesse. Nella parte
più alta del borgo è
situato il castello di cui rimangono
solo pochi resti.
Restano in buono stato alcune porte
di ingresso al borgo.
Castelbasso conserva molti altri reperti
architettonici di un certo interesse,
come le case medioevali ancora integre
e le decorazioni presenti un po’
ovunque.

Castelbasso fino agli anni ’50
e ’60 era abitato in prevalenza,
oltre che dai proprietari terrieri
anche da artigiani, sarti e calzolai
che passavano di casa in casa, rimettendo
in sesto il guardaroba dei contadini,
facendosi pagare a misura di grano.
Dei 500 e più residenti di
allora, pochi sono rimasti, non se
ne contano neppure 100.
A mano a mano è nata la ferma
volontà di riportare la vita
nel borgo antico.
Nacque così l’idea di
«Castellarte 88», una
manifestazione che ancora oggi viene
riproposta nel periodo estivo con
il nome di «Castelbasso progetto
cultura».
L’evento anima ininterrottamente,
giorno e sera, ogni angolo di Castelbasso
con spettacoli, balletti, concerti,
esibizioni, mostre, incontri, in una
cornice lunga oltre un mese.
a.s. 2003/2004 - classe 4°
Scuola Elementare – Castellalto
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Il borgo conserva molti particolari
caratteristici e reperti architettonici
di un certo interesse come le case
medioevali ancora integre e le decorazioni
presenti un po’ ovunque.
Testimonianze suggestive sono sui
portali, sulle case, lungo i viottoli
e le scalinate di pietre e di silenzio.
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 L’attuale
chiesa di San Giovanni è stata
ampliata nel 1589. Precedentemente
era una cappella sita tra le mura
di cinta le quali, partendo dall’arco
di ingresso, cingevano tutto il paese.
Nel 1582 fu elevata a sede di arcipretura
dal “superiore” dei frati
Benedettini il cui convento sorgeva
allora in S. Nicolò a Tordino.
Fino al 1805 la chiesa era anche cimitero
della parrocchia.
Il portale d’ingresso della
chiesa risale al 1500.
Nel luogo ove sorge la chiesa furono
trovati pavimenti e tubazioni di terme
romane.
a.s. 2002/2003 - classe 3°
A Scuola Media Castellalto
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 E’
un vecchio agglomerato di proprietà
degli Odoardi.

Uno di loro, il più rappresentativo,
fu Raffaele più volte amministratore
comunale e grande lavoratore.
Nell’anno prima della guerra
all’interno di Villa Parente
c’era la scuola elementare fino
alla classe terza.
Per le successive classi gli alunni
si recavano a Castelbasso partendo
di buon ora.
Nel 1946, dopo la guerra, con l’avvento
della Repubblica italiana, fu istituito
proprio lì un centro di lettura
e questo era frequentato da molti
giovani e veniva diretto dal maestro
Carlo Cardelli. All’interno
c’erano tanti libri.
a.s. 2003/2004 - classi 4°
B e 4° C Scuola Elementare T.
M. Castelnuovo Vomano
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 La
porta sud, che attraversa uno spessore
murario di circa due metri, si raggiunge
tramite una scalinata, rappresentando
un suggestivo ingresso al borgo.

L’opera è costruita in
muratura mista ed ha una prima archeggiatura
con arco a tutto sesto, al di sopra
di questo valico di accesso c’è
un secondo arco anch’esso a
tutto sesto.
Il valico superiore si trova leggermente
arretrato a seguito dei lavori conseguenti
ad un presumibile crollo.
La torre termina a terrazza con cinque
merli, di differenti misure.
Il fianco sinistro della porta è
inglobato nella cinta muraria, mentre
il fianco destro è racchiuso
da un edificio poggiato sulle antiche
mura.
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 A
Casemolino (frazione di Castellalto
situata nei pressi di Petriccione
e di Villa Zaccheo) esiste un Mulino
ad acqua, sul fiume Tordino.
Questo mulino fu costruito intorno
al XVIII° secolo e conserva ancora
intatta la sua struttura. L'attuale
proprietario è Mario Di Giovannantonio,
che ha ereditato l'antico opificio
dal nonno Giacomo.
Una volta la costruzione era in pietra
poi, intorno al 1940, è stata
intonacata.
All’interno sono rimasti i componenti
del meccanismo originario di macinazione:
le macine in pietra, la gru di sollevamento,
la tramoggia per il grano, ed infine
la vasca per raccogliere il macinato.
L’edificio è ad un solo
piano, con una parte seminterrata
dove sono visibili le volte a botte
sotto le quali, ancora oggi, scorre
l’acqua.
Il grano, viene posto in un contenitore
situato in alto e scende lentamente,
grazie ad un regolatore, sulle macine
che lo schiacciano.
Le macine girano con la forza dell’acqua
che viene convogliata dal fiume Tordino;
le macine vanno fermate prima che
finisca il grano per evitare che la
farina bruci e che le stesse non si
rovinino.
Questo mulino idraulico è molto
importante perché è
l’unico funzionante in tutta
la Valle del Tordino.
a.s. 2003/2004 - classe 1°
D - Scuola Media Castellalto
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 L’immagine
si riferisce alla piazzetta e all’edificio
una volta sede del municipio.
Tra le curiosità c’è
un piccolo locale nel sottoscala della
vecchia sede municipale, composta
da una stanzetta dove venivano chiusi,
per alcune ore, i ragazzi che dovevano
scontare brevi punizioni.
Ai due lati della porticina vi sono
ancora delle strette feritoie che
consentivano il passaggio dell’aria
e della luce.
a.s. 2002/2003 - classe 3°
D - Scuola Media Castellalto
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 I
primi insediamenti sul territorio
di Castellalto,
risalgono al V sec.
Il primo toponimo risale al Medioevo:
Castrum Veteris.
Solo più tardi assumerà
il nome di Castrum Vetus Trasmundi,
dal nome del barone Trasmundi che
governò il territorio durante
il Medioevo.
Il territorio circostante il paese
è ricco di testimonianze che
attestano la dominazione romana.
Secondo gli studi dello storico Francesco
Savini, si fanno risalire le origini
medievali del paese intorno al 1300
e forse anche prima, sotto la signoria
del barone Trasmondo de Castro Vetere,
della stirpe feudale normanna.
Nel 1400 Castellalto
(allora chiamata Castro Vetere Superiore)
doveva costituire un “formidabile
baluardo”, per i suoi pendii
quasi a picco che rendevano impossibile
l’accesso, c’era inoltre
la presenza di un enorme fossato con
ponte levatoio.
Ancora oggi si possono osservare i
resti dei bastioni perimetrali di
difesa e il portale d’accesso
al paese che conserva ancora le caratteristiche
del bastione.
In alcune vecchie case all’interno
dell’abitato, sono ancora ben
visibili gli accessi a numerosissimi
depositi-magazzini sotterranei ancora
in buono stato, molte capaci cisterne
e, fatto strano, poiché il
colle domina incontrastato su vasto
raggio, anche un pozzo di acqua sorgiva,
di sapore alquanto salato.
In seguito Castellalto
venne dominato dagli Acquaviva duchi
di Atri, che lo tennero fino al 1750
circa.
Il territorio cadde, in seguito, sotto
la dominazione dei Borboni.
a.s. 2002/2003 - classe 3°
D - Scuola Media Castellalto
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