
Nato
nel 1912 Armando Ammazzalorso fu comandante
della più numerosa banda partigiana
del Teramano.
Operò ininterrottamente nei
giorni successivi all'8 settembre
1943, durante i quali si adoperò,
con altri pochi, per la liberazione,
dai campi di prigionia della zona
e per la salvezza dei moltissimi jugoslavi
e soldati alleati e per il recupero
delle armi abbandonate dal disciolto
Esercito regio.
Il 15 giugno 1944 entrò a Teramo,
alla testa delle sue formazioni che
avevano combattuto contro i nazi-fascisti
a Bosco Martese, nella Valle Castellana,
nei dintorni di Montorio e in altre
località montane e di campagna
e, perfino, alle porte del capoluogo.
Rappresentò nella Resistenza
Teramana la genuità popolare
entusiasta e coraggiosa.
Non di meno, in molti casi gravi,
mostrò doti di responsabile
equilibrio.
Partito da posizioni politiche vagamente
avveniristiche, approdò nell'immediato
dopoguerra al Partito Comunista Italiano,
che lo presentò candidato alla
Costituente.
A Teramo fu a lungo consigliere Comunale,
eletto nelle liste comuniste.
Nei suoi ultimi anni entrato in dissidio
col partito per divergenze di opinioni
su fatti particolari si dedicò
esclusivamente all'Associazione tra
gli ex partigiani.
Tra il generale rimpianto è
scomparso improvvisamente nel 1969
in ancora giovane età
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Anni
di Guerra - Teramo 1943-1944 - Fascismo
Resistenza Liberazione della
Biblioteca Provinciale
"M.Delfico" di Teramo