Si è svolta
dal 16 al 25 ottobre la 13 edizione
del “
Premio
Nazionale Paolo Borsellino:
10 giorni per la legalità”
organizzato dalla associazione
culturale - onlus “
Società
Civile” con il patrocinio
del Consiglio Regionale dell’Abruzzo.

Al
premio, che anche quest’anno
intende testimoniare ammirazione,
gratitudine ed affetto a quelle
personalità italiane che
hanno offerto una testimonianza
d’impegno, di coerenza e
di coraggio particolarmente significativa
nella propria azione sociale e
politica contro la violenza e
l’ingiustizia, ed in modo
particolare a quanti hanno profuso
il loro impegno in difesa e per
la promozione dei valori della
libertà, della democrazia
e della legalità, parteciperanno
oltre 70 ospiti, politici, scrittori,
giornalisti, artisti, riconfermando,
qualora ve ne fosse bisogno, che
il
Premio
Borsellino è oggi la
più importante, la più
grande, selezionata e seguita
manifestazione nazionale sui temi
della educazione e cultura della
legalità.

Il
“Premio”, con i suoi
10 giorni di incontri, testimonianze,
film, libri, documentari, spettacoli,
è una rassegna educativa
e culturale particolarmente importante
nel contesto che viviamo, in cui
sembra essersi perduto il “senso
dello Stato”.
Importante perché la sfida
di oggi, alla soglia del nuovo
millennio, consiste nel puntare
sul “coraggio dell’Italia”,
valorizzare le culture e raccogliere
le energie della nuova democrazia.
Perché è necessario
far comprende, specie in tempo
di crisi economica e di valori,
che la legalità …
non viene dopo.

Perché oggi, come e più
di ieri, è necessario ribadire
con forza e convinzione, che la
mafia esiste, in varie e poliedriche
forme su tutto il territorio nazionale
e anche in Abruzzo, in un sistema
criminale che trova la sua forza
nei legami ancora forti con pezzi
della politica, delle istituzioni,
del mondo dell' economia ed in
capitali immensi, appena scalfiti
da sequestri e confische.
La manifestazione sarà
quest’anno sul tema
“Il
coraggio dell’Italia”.
E’ stato scelto questo tema
per recuperare e sottolineare
il bisogno di una “lotta
di popolo contro la mafia”,
contro la prevaricazione, la violenza
e lo sfruttamento; per la legalità,
la libertà e la solidarietà.

Per
sottolineare l’impegno di
quanti costruiscono dove molti
distruggono, di chi reagisce dove
molti acconsentono, di chi crea
spazi di libertà dove molti
soffocano.
Di chi grida contro il silenzio
assordante dei vili, dei muti,
degli indifferenti che sono di
fatto collusi con le mafie, con
i ladri, con il potere che tradisce
lo Stato.
Per ricordare il “coraggio”
di tanti che ogni giorno si impegnano
per una Italia più bella,
migliore per tutti.
La manifestazione sarà
quest’anno sul tema “
Il
coraggio dell’Italia”
per ricordare le lamiere contorte
a
Capaci, i corpi
straziati in via d'Amelio, per
ricordare quanti non hanno chiuso
gli occhi davanti agli accordi
criminali.
Per ricordare quanti non hanno
spento il loro cervello e il loro
cuore.
Ancora vivono, pensano, lottano,
pulsano.

Il
Premio è dunque una manifestazione
importante: voluta per quanti
pensano che oggi, in questa fase
storica e sociale confusa e travagliata,
possano delinearsi nuovi scenari
per il nostro Paese.
Tutti nuovi.
Ma questo "nuovo" ha
tanti antenati.
E' un nuovo che vede combinarsi
l'orientamento alla solidarietà
con la voglia di una democrazia
dei valori. E' un nuovo che associa
senso dello Stato e bisogno di
eticità, che sposa il rispetto
delle ragioni pubbliche con l'individualismo.
E’ una manifestazione per
quanti si impegnano per la legalità,
per i valori, per questo “nuovo”
che avanza, facendo sì
che la speranza non ceda il passo
alla cieca disperazione, alla
muta rassegnazione, alla complice
indifferenza, al colpevole silenzio.

10
giornate di riflessione per quanti
credono di individuare in questo
“coraggio dell’Italia”,
pur tra tanta confusione, qualcosa
di
Gramsci e
Dossetti, qualcosa
di
Pertini e
Pasolini, qualcosa
di
Davide Maria Turoldo
e
Giovanni Paolo II°,
qualcosa di indelebile di ....
Falcone e
Borsellino.
Questa cultura della legalità
e della democrazia, in cui il
senso della libertà si
è compenetrato sempre più
profondamente con il senso della
dignità dell'uomo è,
a nostro avviso, la vera base
di un progetto di nuova politica
per costruire il futuro del nostro
Paese.
Un coraggio che è nel tirare
dritto di
Pino Maniaci;
che è nella scelta di campo
di
Ivan Lo Bello;
che è nella penna di
Rosaria
Capacchione, che è
nella fedeltà di
Antonio
Manganelli e di tutti
i suoi uomini.

Ma anche nel quotidiano del nostro
Paese che ha in se esperienze
coraggiose di impegno di movimenti
civili e singoli intellettuali,
di semplici individui, di profeti
e uomini dello Stato che, strenuamente
si sono battuti e si battono silenziosamente
ogni giorno perché la democrazia,
la cultura democratica non venga
abbattuta, e si affermino compiutamente
in tutto il suo valore, in ogni
angolo del nostro Paese, i valori
della nostra carta costituzionale.
Una manifestazione importante
dedicata a
Paolo Borsellino.
Interprete del “
coraggio
dell’Italia”.

Perché se c'è una
data che rappresenta una rottura,
che crea uno spartiacque con il
passato, una frontiera invisibile
ma netta, una pietra d'angolo
che segna la chiusura di ogni
rapporto tra la gente e la dittatura
armata della mafia che pretendeva
d'imporsi in tutti i modi, quella
data è domenica 19 luglio
1992, giorno della strage di
via
D'Amelio.
Giorno della morte di
Paolo
Borsellino e della sua
scorta.
Se c'è una data in cui
è individuabile la nascita
di quel movimento di resistenza
alla mafia, che ne ha permesso
la sconfitta, se non l'annientamento,
di quel movimento importante,
enorme ma invisibile, silenzioso
e nel contempo d'opinione, costituito
da tante persone animate da un
senso insopprimibile di giustizia,
quella data è segnata dalla
morte di Paolo Borsellino.
Nel suo nome non vogliamo dimenticare
quanti si sono battuti, hanno
sofferto, sono morti, per difendere
la legalità ed i valori
democratici del nostro Paese.
Leonardo
Nodari