La
riorganizzazione di Treni Italia avvenuta
qualche tempo fa, ha considerato la
tratta Teramo Giulianova come "
ramo
minore" della rete ferroviaria
italiana.
Da tempo si è aperta una discussione
su come trasformare la stazione ferroviaria
con lo scopo di affrontare le problematiche
legate al trasporto su rotaia.
Molti pareri discordi:
c'è chi avanza la proposta
di farne una metropolitana di superficie
prolungando il tracciato oltre il
centro della città, chi invece
come l'assessore della minoranza
Siriano
Cordoni, vorrebbe arretrare
di soli 50 metri il terminal ferroviario,
non urbanizzando la zona e, nello
spazio del vecchio scalo merci fare
un parcheggio auto e pulman per integrare
il trasporto su rotaie con quello
su gomma.
Nel video abbiamo raccolto
il parere dell'associazione
Teramo
Nostra per bocca dell'artista
Sandro Melarangelo.
Da tempo l'amministrazione
Chiodi
propone una nuova società,
la
STU (Società
di Trasformazione Urbana), che a fronte
delle spese per l'interramento, costruirebbe
30.000 metri cubi nell'area di risulta
del vecchio scalo merci, urbanizzando
completamente la zona e realizzando
forse a caro prezzo per la città,
l'integrazione fra l'area di viale
Crispi e quella della Gammarana.
Perderemmo l'area di risulta del vecchio
scalo merci, sulla quale si costruirebbero
circa cento appartamenti e tremila
metri quadri tra negozi e un albergo.
Molti gridano alla speculazione edilizia,
così come, dicono, sia avvenuto
per il mega centro commerciale a San
Nicolò e come dovrebbe avvenire
per il grande insediamento urbanistico
previsto in zona stazione.
Davvero, nei prossimi anni, Teramo
sarà preda del cemento?
E le zone verdi
che fine faranno?
Nel video
abbiamo chiesto cosa pensa di questa
proposta l'ex assessore ai trasporti
e ambiente della giunta Sperandio,
Domenico Bucciarelli.
Gli interessi, giova ricordarlo, sono
tanti in vista del varo del Piano
Regolatore Generale di Teramo che
dovrà raccordarsi con il
Piano
di Bacino dei Trasporti tanto
caro all'assessore regionale ai trasporti,
Tommaso Ginoble del
Partito Democratico.
E' stato interessante rilevare anche
la posizione del comitato di quartiere
della Gammarana per il quale ha risposto
il presidente
Alfonso Marcozzi,
anche perché i maggiori fruitori
della zona sono proprio gli abitanti
del quartiere.
Molti poi, dimenticano che c'è
anche la necessità di tutelare
l'edificio della vecchia stazione
ottocentesca, patrimonio storico indiscutibile
della città e l'area intorno
alla vecchia stazione che potrebbe
diventare una straordinaria zona verde
e di servizi per la comunità.
Ma in conclusione l'utenza, al di
là delle scelte che verranno
fatte è soddisfatta dei servizi
offerti da Treni Italia.
La stazione è ramo secco o
risorsa da valorizzare? Abbiamo chiesto
cosa pensano i consumatori.
Articolo di
Sergio
Scacchia