Eternit,
parola che sembra innocua, anche
simpatica, ma che nasconde morte
pura!
Eterno come il nome.
Eterno come la
morte
che, secondo i soliti esperti, intorno
al 2030 raggiungerà nel vecchio
continente oltre 100 milioni di persone
entrate incautamente e senza neanche
saperlo, in contatto stabile con questo
materiale terribile fatto di fibre
d'
amianto
che "sfibrano" gli organismi
umani distruggendoli pian piano.
Queste dannate fibre di amianto hanno
coperto per lunghi anni i tetti di
milioni di case abitate da ignare
famiglie e i capannoni industriali
come ad esempio di quelli che restano
in piedi nell'area dimessa della ex
Villeroy e Boch.
La bonifica della zona è,
da anni, in agenda comunale ma
questo ancora non accade.
In
Italia, negli ultimi dieci anni,
circa 3000 cittadini ci hanno lasciato
le penne, così senza neanche
rendersene conto e tra atroci tormenti
finali.
Credo che non siamo ancora maturi
per capire a pieno la portata del
pericolo che incombe su tutti noi.
Basti ricordare cosa è accaduto,
mesi fa, a Roseto d'Abruzzo, nella
lottizzazione dell'
area
ex Monti, dove sono stati abbattuti
i capannoni della vecchia industria
che, secondo molti, contenevano eternit
in concentrazione elevata.
A nessuno è dato sapere come è stato
condotto lo smaltimento.
Nessuno, a quel che mi risulta, ha
avuto assicurazione che le polveri
assassine non siano andate pericolosamente
disperse nell'aria.
Abbiamo pensato di fare il punto della
situazione con il presidente del comitato
di
quartiere
della Gammarana, l'ingegner
Marcozzi
nel video a supporto dell'articolo.
Nel filmato ripercorriamo anche gli
avvenimenti accaduti nel 2004, con
l'interdizione da parte delle autorità
competenti dell'intera zona!
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Articolo di
Sergio
Scacchia
Il video è visibile
anche su
Video.Google ,
su
Video.Yahoo ,
You
Tube
L'intero servizio fotografico (N°15
foto - 650 x 520 pixel) è stato
estrapolato dal video e lo si può
visualizzare su
FaceBook
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