Festività di
Pasqua
decisamente in tono minore nel teramano
a causa delle condizioni meteorologiche
che hanno impedito il solito pienone
ai riti santi del triduo e alla classica
gita fuori porta del lunedì
dell'Angelo.
Ma se è vero che l'anima
di una città può essere
riassunta in singoli e particolari
avvenimenti, la
Processione antelucana
del Venerdì Santo è stata
ancora una volta uno dei modi più intensi
e significativi per esprimere la
propria natura e la propria storia.
Poco importa se per il freddo pungente
erano presenti appena un duecento
persone, circa la metà della
solita affluenza.
La Processione delle prime luci dell'alba
sfida, comunque, gli anni ed i secoli
perché è il frutto sentito
e genuino di una profondissima tradizione
teramana che da sempre ha saputo unire
al sentimento religioso, i valori
della partecipazione e del senso di
appartenenza alla Comunità
tutta.
Evento di devozione che ben rappresenta
l'intera città, espressione
della cultura popolare e testimonianza
della più elevata qualità
che l'arte cittadina ha saputo raggiungere.
All'avvenimento erano presenti diverse
autorità fra cui il Sindaco
Gianni
Chiodi e alcuni esponenti dell'amministrazione
oltre a figure religiose.
La Madonna che alle tre di notte parte
alla ricerca del Figlio portato via
dai soldati romani ed entra in tutte
le chiese cittadine, ha interessato
anche Rai Uno Mattina che in diretta
ha dedicato qualche minuto all'avvenimento.
Nel video a supporto di questo articolo
abbiamo in esclusiva una intervista
all'amato Vescovo della Diocesi di
Teramo Atri, Monsignor
Michele
Seccia.
Il Vescovo ha voluto ribadire il
significato della Santa Pasqua e
cioè conversione del cuore,
disponibilità agli altri,
specie ai poveri che vivono una situazione
scandalosa di ingiustizia e di oppressione.
Il prelato ha rivolto un ampio sguardo
alla Diocesi, alla comunità di
fedeli che lo accompagna in questo
periodo di resurrezione.
Il Pastore ha indirizzato il suo augurio
pasquale ricordando uno dei compiti
fondamentali per il cristiano: l'annuncio
del Cristo Risorto.
Annunciare Cristo Risorto, oggi, può
avere tanti significati e diversi
momenti, ma il più importante
è quello del saper portare
davvero un annuncio di novità,
capace di ridare speranza all'uomo
del nostro tempo.
Niente di più vero!
Nel leggere le notizie quotidiane
sui giornali, ci si rende conto che
nella società di oggi c'è
chiusura, pessimismo, ripiegamento
su se stessi.
L'uomo ha bisogno di ritrovare la
speranza, ha bisogno di ritrovare
il gusto e la novità della
vita, con le sue sorprese, con i suoi
valori, anche con i suoi sacrifici.
Il cristiano per il nostro Vescovo
ha il compito di dare all'uomo di
oggi questo annuncio di novità.
E' l'annuncio della speranza, che
scaturisce proprio dalla Risurrezione
di Cristo.
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Articolo
di Sergio Scacchia
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