Pacot Video e Foto di Cicconi Vincenzo (Teramo) è uno studio  di post produzione video e servizi fotografici specializzato in servizi matrimoniali e riprese video in generale.
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Servizi foto e video per battesimo, prima comunione, manifestazioni varie, recite scolastiche e saggi di danza.
Produzione videocassette con sistema anti duplicazione I paesi della Provincia di Teramo, Teramo, Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Ancarano, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Nereto, Torano Nuovo, SantEgidio Alla Vibrata, COMUNITA MONTANA DELLA LAGA, Campli, Civitella del Tronto, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Valle Castellana, COMUNITA MONTANA DEL VOMANO FINO E PIOMBA, Arsita, Atri, Basciano, Abruzzo in TV è un progetto, una idea della Pacot Video e di Sergio Scacchia, portato avanti con la collaborazione di Lucio e Sandro De Marcellis e di Francesca Calisti Canzano Il sindaco di Canzano consegna a Sergio la chiave della città I componenti della quadriglia PacotVideo in azione Francesca Calisti, tra coloro che hanno realizzato il documentario di Canzano
   
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   Bosco Martese
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Produzione Video
LE VIE ARTISTICHE DELLA RESISTENZA TERAMANA.

Attraverso i monumenti
più rappresentativi
il racconto degli episodi e dei personaggi della Resistenza Teramana
e di Bosco Martese

E' possibile prendere visione del video presso la mediateca della Biblioteca Comunale di Teramo.
Per richiedere il video (15 euro) contattare la redazione di Abruzzointv


Il DVD del documentario è stato inviato alla cortese visione del Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi
in allegato alla documentazione per la richiesta del conferimento della Medaglia d'oro alla città di Teramo per meriti acquisiti durante la Resistenza.





Richiesta di medaglia d'oro alla città di Teramo
Gonfalone della Provincia di TeramoLa redazione di www.abruzzointv.it, l'associazione «Teramo Nostra» e i reduci delle formazioni partigiane Ammazzalorso e Rodomonti, a seguito anche di numerose sollecitazioni di cittadini del territorio provinciale, si rivolgono al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per la richiesta di conferimento della medaglia d'oro al gonfalone della Provincia di Teramo, il cui territorio ha contribuito alla lotta di liberazione con il sacrificio di 100 uomini, eroi e vittime civili della patria.

La lotta teramana al fascismo iniziata nei primi anni 20 e in clandestinità, ha subito persecuzioni, uccisioni e processi al Tribunale speciale.
La prima condanna del Tribunale speciale nel 1928 la subirono: Alfredo Zaccaria di anni 18, sarto; Berardo Di Antonio di anni 16, fabbro, deceduto per tisi contratta in carcere; Berardo Taddei, barbiere di anni 17.
L’altra sentenza (la n. 74 del 1937) fu nei confronti di Romolo Di Giovannantonio morto di tisi nel carcere di Pianosa nel 1942.

Di seguito si riporta brevemente la storia tra l'otto settembre 1943 nel Teramano (la Resistenza dopo Porta San Paolo e prima delle insurrezioni di Napoli) e precisamente gli episodi nella località «Ara Martese», territorio nei pressi di Ceppo di Rocca Santa Maria (in Provincia di Teramo).

Motivazione
Il 25 settembre un raggruppamento partigiano forte della presenza compatta di circa 1600 uomini, armati di mitragliatrici Saint Etienne, cannoni e armi varie opposero azione di resistenza nei confronti della colonna motocorazzata tedesca proveniente da L'Aquila.
Alle ore 13,00 del suddetto giorno, fu iniziata la battaglia che Ferruccio Parri definì in modo pertinente «la prima battaglia in campo aperto della Resistenza italiana».
L'esito fu vittorioso per i partigiani; furono resi inservibili 20 camion tedeschi con la cattura del comandante della colonna, il maggiore austriaco Hartman.
I tedeschi furono sorpresi da quell'episodio di resistenza organizzata e per i nove successivi mesi non si sentirono mai sicuri nelle retrovie del fronte della linea «Gustav».
Mai un numero così cospicuo di resistenti loro avevano incontrato sul suolo italiano nei primi giorni dopo l'armistizio.

A Bosco Martese tra il 9 e il 24 settembre si concentrarono in tanti e tra questi:
antifascisti teramani, con in testa Mario Capuani azionista, medico pediatra popolare in Teramo   e nella montagna;
Ercole Vincenzo Orsini, comunista, ebanista, liutaio;
giovani da 14 anni in su;
militari sbandati;
ex prigionieri liberati dai campi di concentramento di Teramo, di Isola, Corropoli, Civitella,   Nereto
soldati e ufficiali inglesi, americani, neozelandesi, indiani, australiani, slavi e montenegrini.
Vari ufficiali dell'esercito con il tenente Guido Taraschi, il tenente di cavalleria Felice Mariano   Franchi, il tenente di vascello Ciro Romualdi, il capitano dell’aeronautica Arnaldo Di Antonio, i   tenenti di artiglieria Francesco Di Marco e Gelasio Adamoli (che fu vice-questore dopo la   liberazione di Genova e sindaco della medesima città) e ancora, tra gli ufficiali, il capitano di   artiglieria Lorenzini e il capitano Ettore Bianco dei regi carabinieri a cui fu affidato il comando   dello stato maggiore partigiano.

Furono inquadrate le formazioni operanti così composte: militari italiani al comando di Guido Taraschi; militari stranieri al comando di Mirko Jovanovic; Armando Ammazzalorso e Felice Rodomonti, comandanti delle formazioni civili.

Dopo la battaglia a seguito della fucilazione di partigiani dell’avamposto, nei pressi di Paranesi, il comando decise di giustiziare Hartman e sciogliere il concentramento attraverso la resistenza per bande di cui si elencano le principali: Ammazzalorso (indipendente) la più numerosa; Rodomonti (comunista); Montegorzano (azionista comandata da Fioredonati); due bande slave, una comandata da Ryko Neradovic e l’altra comandata da Mirko Jovanovic.
Nei giorni successivi alla battaglia iniziarono le rappresaglie tedesche con la fucilazione di sei persone a Fonte Palombo (nei pressi di Pagliaroli), tre carabinieri e un alpino a Pascellata.
Fu giustiziato il medico azionista Mario Capuani nel cui studio a Teramo si era riunito il Comitato insurrezionale con Adelchi Fioredonati, Francesco Franchi, Vito Caravelli, Ercole Vincenzo Orsini, Vincenzo Masignà (o Massignani), Vincenzo Pultroni.

Nei mesi successivi furono giustiziati:
Francesco Martella ad Atri, reduce della Guerra di Spagna e degli eventi di Porta San Paolo;
Ercole Vincenzo Orsini in uno scontro a fuoco a Montorio al Vomano;
tre partigiani processati dal Tribunale speciale militare e fucilati nel cimitero di Teramo;
otto giovani fucilati mentre prelevavano armi dalla caserma Mezzacapo di Teramo.

Il 13 giugno in alta montagna furono uccisi in uno scontro a fuoco cinque partigiani (2 italiani e 3 slavi).
Il 14 giugno, tre giorni prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane e polacche, il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) locale si insediò come primo governo della città e della provincia.
Venne nominato prefetto il comandante partigiano Armando Ammazzalorso che declinò la nomina per consegnarla al capitano Lorenzini, anch’egli partigiano.
Gli anglo-americani riconobbero quel ruolo.

Ma la Resistenza non fu solo combattuta dai Teramani nel suolo del territorio provinciale. Combattenti eroici si distinsero anche al di fuori con il conferimento di decorazioni.
Renato Molinari, fucilato a Rivoli (lettera pubblicata nel libro di Giovanni Pirelli “Lettere dei   condannati a morte della Resistenza europea”);
Franco Speca fucilato a Cogoleto,
Alberto Pepe morto nel campo di punizione di Unterluss in Germania del Nord (di A. Pepe è   stato pubblicato il diario di prigionia “Cara Rosina” dall’Istituto Storico dell’Antifascismo   Abruzzese”).

La Resistenza in città fu svolta dal G.A.P. (gruppi di azione patriottica) composta da giovani (tra i quali Manfredo Mobili, Giorgio Valente, Alberto Quartapelle) e comandato da Vincenzo Massignani (che in seguito prese il cognome Masignà).
Il Massignani fu anche redattore e direttore del giornale clandestino “Idea proletaria” e “La Rinascita”, il primo ciclostilato, il secondo stampato.
Altro giornale clandestino fu quello del partito d’azione scritto e stampato da Renato Melasecchi, Savino Pellanera, Adelchi Fioredonati e Vera Melasecchi.

Una corposa storiografia ha studiato il movimento resistenziale teramano con pubblicazioni varie presso case editrici locali e nazionali.
Gli autori sono i seguenti: Riccardo Cerulli; Umberto Adamoli; Felice Mariano Franchi; Roberto Battaglia e Giuseppe Garritano; Paolo Spriano; Giorgio Bocca; Felice Costantino; Luigi Ponziani; Libero Pierantozzi; Emidio Cerulli; Leo Leone; Arnaldo Giunco; Giovanni Pirelli.

A riconoscimento del merito per il contributo alla lotta di liberazione, a Elio De Cupis, Ercole Vincenzo Orsini e Mario Capuani, protagonisti della Resistenza nel Teramano sono già stati insigniti della prestigiosa medaglia d’oro.


Teramo, 22 maggio 2004
La redazione di www.abruzzointv.it e l’Associazione Teramo Nostra






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