
I
consiglieri comunali
e
provinciali hanno
approvato all’unanimità
la richiesta per l’attribuzione
della
medaglia
d’oro alla
Resistenza
alla città e alla provincia
di Teramo.
Nella riunione, convocata per questa
mattina nell’aula consiliare
del Municipio proprio per discutere
ed approvare il documento, si sono
susseguiti gli interventi dei Presidenti
delle due assemblee
Claudio
Di Bartolomeo (Comune) e
Ugo Nori (Provincia),
del Sindaco
Gianni
Chiodi, del Presidente
della Provincia
Ernino d’Agostino
e rispettivamente di un esponente
di maggioranza e uno di minoranza
dei due consessi:
Alberto
Melarangelo (minoranza) e
Giuliano Gambacorta
(maggioranza) per il Comune,
Abramo
Micozzi (minoranza) e
Gabriele
Di Simone (maggioranza) per
la Provincia.
In aula consiliare era presente anche
il Prefetto di Teramo,
Francesco
Camerino.
I lavori sono stati aperti e guidati
dal presidente del Consiglio Comunale
Claudio
Di Bartolomeo,
il quale, nel saluto introduttivo
ha definito quello odierno come “Il
momento più significativo della
nostra storia presente.
Il Consiglio congiunto fa maggiormente
risaltare l’unitarietà
dell’intento.
Quella di oggi non è una riunione
formale: attraverso questo Consiglio
vogliamo ribadire il legame che ci
unisce con chi in un passato non molto
lontano ha intrapreso la lotta per
la democrazia”.
Ugo
Nori dal canto suo
ha ricordato che “La resistenza
ha ispirato i valori della Costituzione”
ed ha proposto di manutendere un monumento
che si trova in località
Ceppo,
a Rocca Santa Maria,
già dedicato alla
Resistenza.
Ha quindi rimarcato il valore universale
della lotta partigiana “riconosciuto
qui da tutte le forze politiche, e
che pertanto assume una forza maggiore”.
Riportiamo alcuni passi degli altri
interventi:
Gianni
Chiodi,
Sindaco di Teramo:
“La cittadinanza teramana e
la provincia vedono compiersi l’opera
di coloro che condussero una lotta
aspra per l’affermazione degli
ideali di libertà, giustizia
e democrazia.
Furono protagonisti della
Resistenza
studenti e anziani, intellettuali
e contadini, operai e soldati, decisi
a combattere per la Libertà.
Teramo decise di passare alla lotta
contro gli invasori diventando un
laboratorio con le caratteristiche
che saranno poi fatte proprie della
Resistenza dell’Italia del Nord”.
Chiodi
ha ricordato i caduti teramani della
Resistenza e dopo averne sottolineato
il sacrificio ha concluso affermando
che: “A noi resta l’impegno
di trasmettere alle nuove generazioni
i valori della libertà, giustizia
e democrazia”.
Ernino D’Agostino, Presidente
della Provincia: “Ciò
che noi vogliamo realizzare rivolgendoci
con fiducia alle autorità competenti
è un’antica aspirazione
del mondo della cultura, dell’opinione
pubblica teramana, di cittadini, di
associazioni.
È doveroso tornare a muovere
passi istituzionali.
Possiamo dirci tutti orgogliosi dall’atto
che in questa sala sarà adottato.
È un orgoglio che nasce dal
comune attaccamento e dal riconoscerci
tutti nei valori della dignità
umana”.
Gabriele
Di Simone: “Credo
che non sia retorico rivolgere un
ricordo a quanti hanno sacrificato
la loro vita. L’attribuzione
della medaglia d’oro è
un omaggio anche a loro che hanno
portato a noi la democrazia”.
Alberto
Melarangelo: “Avanziamo
la
richiesta
del riconoscimento, perché
non fu un caso se la strada verso
la liberazione fascista avvenne con
la resistenza di
Bosco
Martese.
Non fu un caso se Teramo fu tra le
prime città a liberarsi con
le proprie forze, a dare i primi strumenti
di governo, il primo comitato di liberazione.
Oggi, se la nostra volontà
si confermasse unanime, si consegna
il dovuto e va rimarcato che questo
avviene grazie alla volontà
congiunta di queste nostre istituzioni”.
Abramo
Micozzi: “Quella
di oggi è una giornata fondamentale
per la comunità teramana.
Mi auguro che le istituzioni possano
con il cuore in mano e con molta serietà
e competenza leggere e quindi vagliare
attentamente tutto ciò che
è stato fatto dalla commissione
preposta.
Le persone che si sono immolate a
Teramo hanno dato la spinta e hanno
dato quella voglia di orgoglio e di
libertà all’Italia intera”.
Giuliano
Gambacorta: “Siamo
qui oggi per il popolo teramano per
una causa sua e giusta.
Noi dovremo vigilare perché
restino uomini liberi e pieni dignità
nel nostro Paese”.

Il Prefetto Camerino,
invitato dal Presidente di Bartolomeo,
ha portato il suo saluto del quale
riportiamo alcuni passi: “ Cari
amici ringrazio per questa grande
opportunità che mi è
stata data. Sono arrivato da poco
qui in provincia, oggi è il
compimento del primo mese.
Festeggio questo giorno nel modo migliore,
partecipando a questo incontro che
mi fa felice per diverse ragioni;
la prima è che prendo contatto
con le assemblee elettive, le massime
della provincia: il Consiglio provinciale
ed il consiglio del comune capoluogo.
Verso di esse io nutro il massimo
del rispetto, perché sono le
palestre nelle quali il si forgia
lo spirito democratico nei cittadini
e la base della democrazia.
Poi partecipo ad un’assemblea
congiunta nella quale è stata
formulata la proposta per la concessione
delle medaglie d’oro alla Provincia
e al Comune.
Questo è l’espressione
di uno spirito comune, il riconoscimento
di valori fondanti e quindi l’espressione
di uno spirito costruttivo con il
quale bisognerebbe affrontare i problemi;
questo spirito credo che sia l’esempio
che potrà essere utilizzato
anche per la soluzione di tanti altri
problemi”.