Pacot Video e Foto di Cicconi Vincenzo (Teramo) è uno studio  di post produzione video e servizi fotografici specializzato in servizi matrimoniali e riprese video in generale.
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Produzione Video
LE VIE ARTISTICHE DELLA RESISTENZA TERAMANA.

Attraverso i monumenti
più rappresentativi
il racconto degli episodi e dei personaggi della Resistenza Teramana
e di Bosco Martese

E' possibile prendere visione del video presso la mediateca della Biblioteca Comunale di Teramo.
Per richiedere il video (15 euro) contattare la redazione di Abruzzointv


Il DVD del documentario è stato inviato alla cortese visione del Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi
in allegato alla documentazione per la richiesta del conferimento della Medaglia d'oro alla città di Teramo per meriti acquisiti durante la Resistenza.





Consiglio Comunale e Provinciale approvano la richiesta della Medaglia d’oro alla Resistenza
Presso il Municipio diTeramo si sono riuniti il Consiglio Comunale e il Consiglio Provinciale
I consiglieri comunali e provinciali hanno approvato all’unanimità la richiesta per l’attribuzione della medaglia d’oro alla Resistenza alla città e alla provincia di Teramo.

Nella riunione, convocata per questa mattina nell’aula consiliare del Municipio proprio per discutere ed approvare il documento, si sono susseguiti gli interventi dei Presidenti delle due assemblee Claudio Di Bartolomeo (Comune) e Ugo Nori (Provincia), del Sindaco Gianni Chiodi, del Presidente della Provincia Ernino d’Agostino e rispettivamente di un esponente di maggioranza e uno di minoranza dei due consessi: Alberto Melarangelo (minoranza) e Giuliano Gambacorta (maggioranza) per il Comune, Abramo Micozzi (minoranza) e Gabriele Di Simone (maggioranza) per la Provincia.

In aula consiliare era presente anche il Prefetto di Teramo, Francesco Camerino.
I lavori sono stati aperti e guidati dal presidente del Consiglio Comunale Claudio Di Bartolomeo, il quale, nel saluto introduttivo ha definito quello odierno come “Il momento più significativo della nostra storia presente.

Il Consiglio congiunto fa maggiormente risaltare l’unitarietà dell’intento.
Quella di oggi non è una riunione formale: attraverso questo Consiglio vogliamo ribadire il legame che ci unisce con chi in un passato non molto lontano ha intrapreso la lotta per la democrazia”.

Ugo Nori dal canto suo ha ricordato che “La resistenza ha ispirato i valori della Costituzione” ed ha proposto di manutendere un monumento che si trova in località Ceppo, a Rocca Santa Maria, già dedicato alla Resistenza.
Ha quindi rimarcato il valore universale della lotta partigiana “riconosciuto qui da tutte le forze politiche, e che pertanto assume una forza maggiore”.
Riportiamo alcuni passi degli altri interventi:

Gianni Chiodi, Sindaco di Teramo: “La cittadinanza teramana e la provincia vedono compiersi l’opera di coloro che condussero una lotta aspra per l’affermazione degli ideali di libertà, giustizia e democrazia.
Furono protagonisti della Resistenza studenti e anziani, intellettuali e contadini, operai e soldati, decisi a combattere per la Libertà.
Teramo decise di passare alla lotta contro gli invasori diventando un laboratorio con le caratteristiche che saranno poi fatte proprie della Resistenza dell’Italia del Nord”.
Chiodi ha ricordato i caduti teramani della Resistenza e dopo averne sottolineato il sacrificio ha concluso affermando che: “A noi resta l’impegno di trasmettere alle nuove generazioni i valori della libertà, giustizia e democrazia”.


Ernino D’Agostino, Presidente della Provincia
: “Ciò che noi vogliamo realizzare rivolgendoci con fiducia alle autorità competenti è un’antica aspirazione del mondo della cultura, dell’opinione pubblica teramana, di cittadini, di associazioni.

È doveroso tornare a muovere passi istituzionali.
Possiamo dirci tutti orgogliosi dall’atto che in questa sala sarà adottato.

È un orgoglio che nasce dal comune attaccamento e dal riconoscerci tutti nei valori della dignità umana”.

Gabriele Di Simone: “Credo che non sia retorico rivolgere un ricordo a quanti hanno sacrificato la loro vita. L’attribuzione della medaglia d’oro è un omaggio anche a loro che hanno portato a noi la democrazia”.

Alberto Melarangelo: “Avanziamo la richiesta del riconoscimento, perché non fu un caso se la strada verso la liberazione fascista avvenne con la resistenza di Bosco Martese.
Non fu un caso se Teramo fu tra le prime città a liberarsi con le proprie forze, a dare i primi strumenti di governo, il primo comitato di liberazione.
Oggi, se la nostra volontà si confermasse unanime, si consegna il dovuto e va rimarcato che questo avviene grazie alla volontà congiunta di queste nostre istituzioni”.

Abramo Micozzi: “Quella di oggi è una giornata fondamentale per la comunità teramana.
Mi auguro che le istituzioni possano con il cuore in mano e con molta serietà e competenza leggere e quindi vagliare attentamente tutto ciò che è stato fatto dalla commissione preposta.
Le persone che si sono immolate a Teramo hanno dato la spinta e hanno dato quella voglia di orgoglio e di libertà all’Italia intera”.

Giuliano Gambacorta: “Siamo qui oggi per il popolo teramano per una causa sua e giusta.
Noi dovremo vigilare perché restino uomini liberi e pieni dignità nel nostro Paese”.



Il Prefetto Camerino
, invitato dal Presidente di Bartolomeo, ha portato il suo saluto del quale riportiamo alcuni passi: “ Cari amici ringrazio per questa grande opportunità che mi è stata data. Sono arrivato da poco qui in provincia, oggi è il compimento del primo mese.
Festeggio questo giorno nel modo migliore, partecipando a questo incontro che mi fa felice per diverse ragioni; la prima è che prendo contatto con le assemblee elettive, le massime della provincia: il Consiglio provinciale ed il consiglio del comune capoluogo.
Verso di esse io nutro il massimo del rispetto, perché sono le palestre nelle quali il si forgia lo spirito democratico nei cittadini e la base della democrazia.
Poi partecipo ad un’assemblea congiunta nella quale è stata formulata la proposta per la concessione delle medaglie d’oro alla Provincia e al Comune.
Questo è l’espressione di uno spirito comune, il riconoscimento di valori fondanti e quindi l’espressione di uno spirito costruttivo con il quale bisognerebbe affrontare i problemi; questo spirito credo che sia l’esempio che potrà essere utilizzato anche per la soluzione di tanti altri problemi”.





Il Presidente Ciampi onori con l'oro la Resistenza Teramana

Se proprio Giuliano Gambacorta, appartenente al gruppo consiliare di An, legga la delibera in cui si richiede la medaglia d’oro al valore militare per i fatti di Bosco Martese, allora vuol dire che quella pacificazione di cui tanto si è parlato in questi anni è ormai cosa fatta.

Un paese diviso in due, martirizzato e martoriato da vicende belliche, si ritrova 62 anni dopo, coi suoi figli, e coi figli dei figli, in una gelida giornata invernale a ricordare le vittime degli atti eroici di una città e di una provincia che, dopo l’otto settembre “è stata la prima a insorgere contro il nazifascismo”.

Era il 12 settembre del 1943, appena cinque giorni dallo strappo, quando in Piazza Garibaldi si verificò il primo nobile atto di resistenza: il capitano dei carabinieri, Ettore Bianco, arrestò con molto coraggio una colonna motorizzata tedesca.

Il 15 ci fu la prima insurrezione partecipe della popolazione teramana nelle lande di Bosco Martese, e 10 giorni dopo il primo caso di battaglia campale, assieme ai militari dell’Esercito Regio e degli ex prigionieri, tra cui slavi, inglesi ed americani, contro un battaglione nazista.
Ora quell’argomento resistenza pare non essere più tabù come fino a poco tempo fa, fino a ieri, i nipoti di una e dell’altra parte non si dividono più così acerbamente per un “marchio di fabbrica” o per un brand da appuntare sul petto che possa passare per slogan.

C’è solo da far assegnare una medaglia per quegli atti dei nostri padri, di qualsiasi colore essi siano stati “in un espressione di uno spirito comune costruttivo” come fa notare il prefetto fresco di nomina Francesco Camerino: “Ho conosciuto un pezzo di storia di cui non ero informato” conferma.
Nella sala consiliare di Piazza Orsini hanno aggiunto delle sedie ieri mattina: i rappresentati della provincia di Teramo sono tutti qui, assieme ai vari Chiodi, Melarangelo, uno dei fautori dell’iniziativa, Brucchi e Befacchia: destra e sinistra ancora insieme, per il momento le regionali, con tutte “le guerre di posizioni” del caso, possono attendere.

“Il popolo” va avanti con la delibera Gambacorta “consapevole che l’esercito tedesco avrebbe agito con violenza ad una nuova occupazione di Teramo, al fine di evitare gravi conseguenze alla città si costituisce spontaneamente in “Gruppo insurrezionale” e organizza la resistenza sui monti di Bosco Martese, assieme al movimento di “Giustizia e Libertà” di Mario Capuani e di Vincenzo Orsini, due medaglie d’oro alla memoria”.
A ciò si aggiunsero i ragazzi della provincia teramana e il Comitato si trasformò in battaglione alle dipendenze di Ettore Bianco: dalla prima battaglia – la prima vittoria partigiana italiana in campo aperto, la definì Ferruccio Parri – scaturirono atti di rappresaglie nazifasciste, con fucilazioni di onesti cittadini.

Fu proprio in quel momento che il Battaglione si sciolse per evitare ulteriori barbarie, assumendo la formazione tattica di guerriglieri e di bande che proseguirono a lottare fino all’insurrezione generale del 15 giugno 1944, che liberò del tutto la nostra città.
Del caso se ne occupò anche la stampa nazionale ed internazionale, additando il movimento come sprone per gli eventi successivi che si rincorsero un po’ dappertutto nel nostro paese.

Provincia e Comune uniti, con le braccia levate in alto hanno votato all’unanimità la delibera che chiede alla Presidenza della Repubblica Italiana una medaglia d’oro quanto mai meritata, offuscata da un mezzo secolo di dispute ideologiche.

Città d’Abruzzo di nobili tradizioni patriottiche, insofferente di ogni servaggio” si legge nella citazione.


                                              Editoriale e foto di Maurizio Di Biagio





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