" A
Vincenzo Cicconi
che con abile tecnica
e sensibilità
ha filmato eventi storici
e documentari d'arte
dei nostri territori"
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La
Pacot
Video ha realizzato un video di 39 minuti
interamente dedicato a Canzano, alla sua
storia e alle sue tradizioni.
Chiunque lo desideri può
richiedere il documentario su Canzano
direttamente alla Pacot
Video
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Vincenzo
Cicconi della PacotVideo in azione durante
le fasi di realizzazione del documentario
su Canzano
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Clicca sull'immagine per visualizzare
i 18 scatti fotografici.
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 Sulla
cima di un colle, a 448 metri di altezza
sul livello del mare, a soli 16 Km.
da Teramo, svetta il paese di Canzano,
vivace centro agricolo del sub appennino
abruzzese raccolto su di un rilievo
del versante sinistro della media
valle del fiume Vomano.
Il paese merita una visita per tanti
motivi, uno dei quali la suggestiva
veduta panoramica.
A sentinella delle vallate del Tordino
e del Vomano dal suo belvedere è
possibile scorgere l'intera provincia.
Oltre alle vette del Gran Sasso i
monti della Laga e la Maiella, il
mare di Giulianova e di Roseto degli
Abruzzi.
La strada principale inizia dalla
porta che oggi si dice "Nuova",
percorre Via Roma e in piazza si dirama
tra vie strette e vicoletti, tipiche
viuzze dei castelli medioevali come
la Strada Piazzetta larga solo 65
centimetri.
Il borgo contiene una antica cinta
muraria con un torrione merlato medioevale
del secolo XI°.
Le tre alture di Canzano, riportate
anche nel suo stemma, sono Colle Civetta,
Colle Castellano con la famosa Chiesa
della Madonna Dell'Alno e Colle San
Salvatore, con la famosa
chiesa omonima.
Oltre alla ricchezza storico archeologica,
alla bellezza del paesaggio e al fascino
degli antichi borghi è necessario
ricordare la spontaneità della
gente e le ricche tradizioni folkloristiche.
Tra le frazioni più interessanti
ricordiamo Valle Canzano che si allunga
sul crinale tra i due alti rami del
fosso Santo Stefano.
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Intervista
ad Enrico Gabriele Piersanti
- Presidente Consiglio Provinciale
di Teramo |
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Le
peculiarità di Canzano?
Il teramano è ricco di cultura,
è ricco di turismo, è
ricco di industrie, pieno di caratteristiche
culinarie di estrema importanza.
E Canzano è proprio tutto questo.
Un paese che vive di cultura, una
cultura legata ai monumenti storici
che caratterizzano la cittadina, questi
monumenti che troviamo in campagna
come arte povera ma di estremo significato.
Soprattutto i fontanili del paese,
le grotte che erano un pò i
frigoriferi dei tempi andati.
Un'immagine di vita racchiusa in un
paese bellissimo dove si mangia veramente
bene, dove troviamo uno dei piatti
più importanti, più
buoni del teramano, dell'Abruzzo,
dell'Italia intera: il tacchino alla
canzanese.
A cui si aggiunge uno spettacolo di
gusto legato all'assaggio dello storione.
Cosa
manca a Canzano per un ulteriore salto
di qualità?
A Canzano manca ancora di una rete
di organizzazione sulla conoscenza
della realtà del paese, delle
bellezze del paese, delle sue potenzialità.
Un sistema informativo esteso a livello
nazionale e internazionale perchè
molti possano venire ad apprezzare
pienamente le grandi bontà
che ha questo paese.
Canzano può veramente essere
protagonista nel mondo facendo conoscere
le grandi bellezze che racchiude.
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 E'
il monumento del quale va fiero il
paese di Canzano.
Si trova collocata al di fuori del
centro abitato.
Le origini della chiesa sono incerte
in quanto non esistono fonti documentali
dalle quali risulta l'esatta costruzione,
l'esatto assetto architettonico iniziale.
Anche successivamente i vari restauri
che si sono susseguiti non sono stati
illustrati e quindi ha reso molto
arduo agli storici anche risalire
alla esatta struttura originaria della
chiesa
I primi documenti che parlano della
Chiesa di San Salvatore
sono del 1221.
La chiesa è romanica, il portale
è in marmo dove nei capitelli
sono raffigurati i simboli dei quattri
evangelisti.
L'interno è costituito da un
invaso a tre navate dove non vi è
il transetto e si conclude in un grande
abside.
La chiesa è ricca di affreschi
del '300 del maestro di Offida, collocati
nelle sottoarcate dove ci sono altri
affreschi del XVI° e XVII°
secolo.
Affreschi frammentari lungo la navate
sopra gli archi che raffigurano la
Presentazione al Tempio, l'Ultima
Cena, l'Annunciazione, la Crocifissione.
Peccato
che da anni la chiesa non sia più
frequentabile.
I tempi sono maturi per la riapertura
d questo Santuario
Purtroppo non riesco a dare tempi
certi.
La vicenda di questa chiesa risale
al 1997 con una prima ordinanza che
a seguito di una nevicata furono evidenziate
alcune lesione alle travi portanti
del tetto.
A seguito di questo si sono succeduti
tutta una serie di richieste ai vari
enti preposti, alla Sovrintendenza
alle Belle Arti e alla Sovrintendenza
alla Regione Abruzzo.
Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto
alcuna risposta.
Solo dopo una lettera minatoria fatta
prima di Natale 2003 la Sovrintendenza
alle Belle Arti dell'Aquila ha puntellato
tutta la struttura interna per impedire
al tetto di cedere.
Purtroppo le infiltrazioni d'acqua
stanno producendo ulteriori danni
alle pitture.
Mi appello alla Regione Abruzzo per
dare il giusto decoro alla Chiesa
di San Salvatore.
( Intervista
a Italo Michini, sindaco di Canzano)
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Il 18, 19, 20 maggio 1480, sopra un
pioppo bianco detto Alno apparve la
figura della Madonna che espresse
ad un contadino di nome Floro, il
desiderio che in suo onore venisse
eretta una chiesa.
L'apparizione di Maria Santissima
dell'Alno avvenne in un anno di tante
calamità e di tante fosche
previsioni per il paese di Canzano.
Gli abitanti della zona, inizialmente
increduli, dopo aver assistito al
miracolo di un cavallo che indicava
il luogo dove la chiesa doveva erigersi,
si misero all'opera e costruirono
la chiesa che la Madonna aveva richiesto.

La primitiva chiesa in stile gotico
negli anni seguenti fu ampliata più
volte fino ad assumere la forma attuale
in stile barocco.
Decorazioni, stucchi, affreschi e
quadri si riferiscono ai fatti relativi
alle tre apparizioni della Madonna.
La torra campanaria è del 1800.
Nel sito della prima apparizione fu
eretta una piccola chiesa detta "del
Perdono".
Altri due piccoli oratori si eressero
sui i luoghi delle apparizioni.
Ogni anno in maggio si offre una Novena
alla Madonna che parte in processione
dal Pedono".FEsta che esprime
tutto il grande culto mariano di Canzano
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 Il
tacchino alla canzanese è il
fiore all'occhiello della gastronomia,
non solo di Canzano ma di tutto l'Abruzzo.
Alzi la mano chi non l'ha mai provato.
Una vera bontà.
Un delizioso tacchino in gelatina
che viene servito freddo e che rappresenta
la cucina teramana nel mondo.
La canzanese è passata alla
storia per essere sbarcata anche sulla
luna perchè Neal Armstrong,
il primo uomo a porre piede sul satellite,
lo individuò come cibo ideale
in quanto nutritivo, saporito e a
lunga conservazione.
A Montreal e a Toronto non c'è
locale italiano che non esponga in
menù un pezzetto di Canzano.
In realtà gli ingredienti sono
essenziali; oltre al tacchino rosmarino,
aglio, alloro, sale e pepe.
La preparazione è invece molto
elaborata.
Attenzione: si dice che il tacchino
dovrebbe essere una tacchina perchè
è vero quello che è
certissimo della specie umana: la
femmina è migliore del maschio
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I piatti tipici di Canzano
hanno sempre la caratteristica di
semplicità.
La gente è orgogliosa dei suoi
piatti, ne difende la qualità,
il gusto.
E' una passione che si manifesta nelle
cose tanto belle e buone quanto però
difficili da farsi.
Lo Storione, qualcuno potrebbe pensarlo
come un grosso pesce dei Mari del
Nord invece a Canzano è un
dolce di mandorla e cioccolata.
Pochi conoscono la ricetta, quelli
che sanno qualcosa gelosamente la
custodiscono .
Sappiamo che è fatta con mandorle
di zona assolata, zucchero, acqua,
buccia di limone grattuggiata, crema
gialla, uova, farina e cannella
Tutto molto semplice ma cucinarlo,
vi assicuriamo, è difficilissimo
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Incrociare due fili per farne
una crocetta; accostare una crocetta
all'altra per formare un disegno;
accostare un disegno, in'immagine
all'altra per fare un decoro.
Ecco l'idea semplice, alla portata
di tutti, per impreziosire gli ornamenti
più importanti, gli abiti della
festa e quelli di ogni giorno.
Il ricamo:
lavoro eseguito con ago e filo su
un tessuto con tecniche diverse dette
punti.
Il gallone:
fregio ricamato con fili preziosi
su maniche, cappelli attestante il
grado secondo modalità ancora
oggi in uso.
Il passamano:
nastro o cordoncino usato per ornare
la biancheria o rafforzare i bordi.
Il merletto:
motivi traforati che si ripetono più
volte, in forma diversa, realizzati
su un tessuto di diversa tipologia
e trasparenza, da apporre quali ornamenti
a vestiti e biancheria per renderla
più preziosa e gradevole.
Tratto
dal libro " Canzano,
quando l'arte del ricamo diventa cultura" |
 Nel
centro storico di Canzano, sotto il
piano stradale è interessante
visitare il reticolo delle grotte
destinate alla raccolta dell'acqua
piovana, alla conservazione delle
derrate alimentari: quasi frigoriferi
dei tempi andati.
Sotto ogni caseggiato si trova la
propria grotta, dalle originali forme
architettoniche, diverse ma con immutata
funzionalità.
Siamo sotto ai locali del ristorante
la Tacchinella, dove, a detti di molti,
si trovava la stalla della famiglia
Falamesca De Montibus con il famoso
cavallo furioso, che avrebbe disegnato
la chiesa della Madonna dell'Alno.
Scendendo la ripida scala, si raggiunge
un locale spazioso posto vari metri
sotto il livello stradale.
Interessante il sistema di refrigerazione
basato sulla neve invernale, il sitema
di isolamento termico ottenuto con
strati di paglia e la raccolta delle
acque nell'apposita cisterna.
Forme e funzioni di una Canzano che
mostrava l'ingegno in tutte le manifestazioni
della vita.
Tratto
dal libro " Canzano,
quando l'arte del ricamo diventa cultura"
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La leggenda racconta che l'uomo,
dopo aver inventato la ruota, decise
di festeggiare .... inventando un
nuovo gioco: la ruzzola.
Ai piedi dell'Olimpo il gioco della
ruzzola fu modificato dagli eroici
ateniesi e divenne tanto famoso che
lo stesso Omero ed altri poeti greci
ci tramandarono "il lancio del
disco"
Nell'antica Roma il gioco della ruzzola
era denominato "tubo o tronchus"
ed indicava un oggetto che si muove
velocemente girando su se stesso ed
era praticato soprattutto dai ragazzi
Nell'Italia del ventunesimo secolo
il gioco della ruzzola è praticato
in tutto il territorio nazionale.
L'Abruzzo, insieme alle Marche, Lazio,
Umbria, Toscana ed Emilia Romagna,
è la regione dove il gioco
della ruzzola è più
diffuso.
Quello della ruzzola è stato
da sempre uno “sport dei poveri”,
praticato cioè in prevalenza
da gente di campagna, ed originariamente
veniva utilizzata la "pizza di
cacio", il formaggio pecorino.
Di norma si fronteggiano due squadre
composte da quattro giocatori.
La "ciambella di legno",
avvolta da uno spago, si fa rotolare
lungo una strada poco trafficata e,
possibilmente, di campagna.
Il lancio della ruzzola si effettua
inserendo il dito indice in un cappio
fatto all'estremità di una
cordicella.
Poche sono le regole di gioco; la
più importante prevede il divieto,
per il "ruzzolaro", di far
uscire la ruzzola fuori dalla strada.
Vince la squadra che fa "ruzzolare"
la ruzzola il più lontano.
L'Associazione
Gioco Ruzzola "Lu Ciapè",
sorta nel 1995 a Valle Canzano, conta
una quarantina di iscritti, compresi
tra i comuni di Canzano, Castellalto
e Montorio al Vomano ed organizza
gare nazionali.
L'attuale presidente è Bernando
Piersanti.
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